Clonazione di per sé significa “riproduzione di una entità biologica identica geneticamente a quella originante”. Il termine greco klón fa pensare al ramoscello di una pianta che inserito nel terreno adatto può riprodurre la pianta da cui è stato tratto.
La clonazione classica prevede di inserire nella cellula uovo un nucleo diverso da quello che essa ha originariamente e che proviene da una cellula somatica dell'individuo che si vuole replicare: in questo modo l'individuo che nasce è geneticamente identico al "genitore" (cioè colui che ha fornito il nucleo).
Questo tipo di clonazione è forse quella che pone gli interrogativi più inquietanti e che richiede una legge che limiti la ricerca, evitando manipolazioni sull'uomo.
La stampa ha parlato molto della clonazione umana. In realtà, la maggior parte degli scienziati non è interessata a realizzare cloni umani. Quello che gli scienziati tentano di fare è produrre cellule umane clonate che possano essere utili nella cura di alcune malattie, un modo diverso di utilizzare le cellule staminali (cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo) per curare determinate malattie.
I medici considerano i rischi della clonazione umana molto elevati e la maggior parte degli scienziati è della stessa opinione. La grande maggioranza dei tentativi di clonazione di un animale ha dato come risultato, in seguito all'impianto, un embrione deformato oppure un aborto. Gli studiosi sostengono che i pochi animali nati in seguito a clonazione presentano malformazioni, come per esempio deformazioni del rivestimento polmonare, non rilevabili attraverso analisi o test uterini.
La clonazione classica prevede di inserire nella cellula uovo un nucleo diverso da quello che essa ha originariamente e che proviene da una cellula somatica dell'individuo che si vuole replicare: in questo modo l'individuo che nasce è geneticamente identico al "genitore" (cioè colui che ha fornito il nucleo).Questo tipo di clonazione è forse quella che pone gli interrogativi più inquietanti e che richiede una legge che limiti la ricerca, evitando manipolazioni sull'uomo.
La stampa ha parlato molto della clonazione umana. In realtà, la maggior parte degli scienziati non è interessata a realizzare cloni umani. Quello che gli scienziati tentano di fare è produrre cellule umane clonate che possano essere utili nella cura di alcune malattie, un modo diverso di utilizzare le cellule staminali (cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo) per curare determinate malattie.
I medici considerano i rischi della clonazione umana molto elevati e la maggior parte degli scienziati è della stessa opinione. La grande maggioranza dei tentativi di clonazione di un animale ha dato come risultato, in seguito all'impianto, un embrione deformato oppure un aborto. Gli studiosi sostengono che i pochi animali nati in seguito a clonazione presentano malformazioni, come per esempio deformazioni del rivestimento polmonare, non rilevabili attraverso analisi o test uterini.
La pecora Dolly è il primo mammifero ad essere stato clonato con successo da una cellula adulta. Dolly è stata creata nel 1996 al Roslin Institute in Scozia, dove ha vissuto fino alla morte avvenuta circa sette anni dopo per complicanze polmonari.
Dolly è stata creata da ricercatori agronomi con lo scopo di migliorare la produzione agricola. Dopo il successo di Dolly molti altri mammiferi sono stati clonati, principalmente di interesse zootecnico. La clonazione ha lasciato il luogo della fantascienza per trasferirsi nella realtà, accompagnata da tutti i rischi e le promesse del progresso medico-scientifico.
Dolly è stata creata da ricercatori agronomi con lo scopo di migliorare la produzione agricola. Dopo il successo di Dolly molti altri mammiferi sono stati clonati, principalmente di interesse zootecnico. La clonazione ha lasciato il luogo della fantascienza per trasferirsi nella realtà, accompagnata da tutti i rischi e le promesse del progresso medico-scientifico.
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